A teatro è stato Quasimodo nella celebre opera musicale “Notre Dame de Paris”, ma anche Dottor Jekyll e Mr. Hyde nel musical “Jekyll & Hyde” e Don Rodrigo ne “I promessi sposi”. In tv lo abbiamo visto vincere la sfida tra imitatori in “Tale e Quale Show” e oggi lo ritroviamo al fianco di Giancarlo Magalli alla conduzione de “I Fatti Vostri“. Ma soprattutto la musica: cinque album all’attivo e una vittoria al Festival di Sanremo nel 2008 con “Colpo di fulmine” canzone scritta da Gianna Nannini e cantata in coppia con Lola Ponce. Oggi, a distanza di dieci anni, abbiamo fatto una chiacchierata con Giò Di Tonno per rispolverare un po’ la scatola dei ricordi e per scoprire cosa ne pensa del Sanremo di Baglioni, al via questa sera.

Giò Di TonnoTra poche ore ricomincerà il Festival di Sanremo. Dimmi un po’, lo guarderai? Sei più da “butto un occhio” o da “gruppo d’ascolto sul divano”?

Sicuramente guarderò Sanremo. Sono più da butto un occhio ma un po’ tutta la tv la guardo così, facendo zapping frenetico. I gruppi d’ascolto sul divano li facevo anni fa tra amici e ancor prima in famiglia, quando da piccolo c’era la tradizione del Festival di Sanremo che era quasi come guardare la nazionale di calcio. Adesso sono un po’ più solitario e ho un occhio anche più critico… però mi godo lo spettacolo che mi diverte sempre, nel bene e nel male.

Giò Di TonnoCosa ne pensi del cast di quest’anno? Baglioni, Hunziker e Favino?

Non so cosa pensare, sono tra i curiosi, tra quelli che aspettano di vederli all’opera. Stimo molto Baglioni, è una persona che ne sa, uno dei grandi della musica. Se ha scelto la Hunziker e Favino credo l’abbia fatto per smorzare un po’ i toni: Michelle Hunziker con la sua simpatia e Pierfrancesco Favino altrettanto perché al di là di essere un ottimo attore è una persona che magari pochi conoscono sotto l’aspetto più ludico e goliardico, ma riserverà delle sorprese.

Claudio Baglioni ha cambiato molto le carte in tavola. Niente più eliminazioni, via anche la serata cover e spazio ai duetti. A differenza degli altri anni è stato poi dato poco spazio ai cantanti usciti dai talent e più ad artisti affermati. Che ne pensi di queste novità?

Da cantante non mi dispiace il discorso di aver abolito le eliminazioni. Ci sarà un po’ più di rispetto per chi va a proporre un brano, così può farlo ascoltare più volte. Da spettatore si vuole vedere un po’ di sangue e quindi l’eliminazione ci sarebbe stata anche bene. Però prevale la mia vena artistica, che protegge un po’ di più i cantanti e le canzoni. Mi piace che non si facciano le cover ma che si dia spazio ai duetti e quindi ad una personalizzazione dei brani da parte di altri artisti. La scelta di togliere un po’ i talent credo dipenda dal fatto che Baglioni non ami le cose troppo improvvisate o premature. Adesso c’è la tendenza a trasformare i ragazzi usciti dai talent in fenomeni, mentre lui ha sempre detto di volere degli artisti un po’ più formati.

Giò Di TonnoDei cantanti in gara hai già un favorito?

Sicuramente farò il tifo per Ron perché lo stimo molto e sono un nostalgico di quel tipo di cantautore. E poi canterà un inedito di Lucio Dalla, che è il mio artista preferito. Quindi sposo la causa a scatola chiusa. Osserverò con curiosità e affetto anche Elio e le Storie Tese, Max Gazzè, Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Ci sveli se quest’anno ti sei proposto al Festival?

Quest’anno non mi sono proposto perché non avevo un progetto alle spalle. Sto lavorando a delle mie cose, avevo delle canzoni pronte ma senza progetto sarebbe un po’ una scelta fine a se stessa e non mi interessava.

Giò Di Tonno Tu hai vinto il Festival nel 2008 insieme a Lola Ponce. Che ricordi hai di quel Sanremo?

Ho bellissimi ricordi del Festival del 2008. Vincerlo è stato bellissimo ma è stato bello anche partecipare per chi come me sognava tanto di ricalcare quel palcoscenico . Ho ricordi di una grande amicizia che su quel palco ha fatto la differenza, l’affiatamento tra me e Lola è stato determinante. Quest’anno sono 10 anni, i ricordi sono tantissimi, mi sembra ieri…

Giò Di Tonno e Lola PonceCi racconti un aneddoto legato alla tua vittoria sanremese?

La sera in cui vincemmo dissi a Lola: ‘Stasera dormo io col premio‘ perché ero molto più attaccato al Festival di Sanremo essendo italiano e avendo qualche anno in più rispetto a lei. Quindi presi il premio, lo portai in camera (erano le 5 o le 6 del mattino) e mi ricordo che rimasi una o due ore a guardare questo premio, sdraiato su una sedia nel terrazzo dell’hotel col mare sullo sfondo. Un’immagine molto romantica e molto vera: nel tempo che sono stato lì mi è passata davvero la vita davanti, tutti i sogni della vita di un bambino. Tutti raccolti in quel momento che porto sempre dentro di me.

Dopo Sanremo ancora tanta musica, teatro e…tv! Come ti trovi nella squadra de “I fatti vostri”?

È un po’ la mia prerogativa quella di cambiare sempre le carte in tavola. L’anno scorso mi è arrivata questa proposta e ho accettato subito. Intanto perchè è arrivata da una persona che stimo molto, Michele Guardì, con cui avevo lavorato ai Promessi Sposi, e poi perché avevo voglia di cimentarmi con qualcosa di diverso, di entrare un po’ nelle case degli italiani. Ho dovuto prendere un po’ confidenza con il mezzo televisivo ma adesso mi trovo bene, c’è un bel rapporto anche con i colleghi, soprattutto con Giancarlo Magalli. Mi diverto: certo, la televisione ha delle dinamiche non facilissime. Uscire bene con quello che sai fare non è semplice, però sto prendendo le misure giorno per giorno.

Giò Di Tonno e Giancarlo Magalli
Giò Di Tonno e Giancarlo Magalli

Ti abbiamo visto vincere a “Tale e Quale Show” dove hai mostrato anche il tuo talento di imitatore…

“Tale e Quale Show” è stata un’esperienza molto divertente. Non vedevo l’ora di potermi cimentare nelle mie vesti di imitatore perché è una cosa che ho sempre fatto sin da piccolo. Quando si inizia a cantare dico sempre che si procede un po’ per emulazione quindi tutti i cantanti all’inizio sono un po’ imitatori. Mi sono divertito giocando seriamente. E poi è arrivata una vittoria che mi ha fatto piacere perché evidentemente il pubblico ha riconosciuto questa dote.

Giò Di Tonno e David Zard
Giò Di Tonno e Lola Ponce nel musical Notre Dame de Paris nei panni di Quasimodo ed Esmeralda

Qualche giorno fa è scomparso David Zard, il grande produttore a cui va il merito, tra le altre cose, di aver portato il musical Notre Dame de Paris in Italia. Tu, avendo interpretato per anni Quasimodo, l’hai conosciuto bene. Che ricordi hai di lui?

La perdita di David Zard è stata un grande dolore perché gli ero molto legato. Con lui è nato un nuovo modo di concepire il teatro musicale in Italia. Io e tanti altri abbiamo fatto parte di questo nuovo corso che David ha segnato. Lui ci ha trattato sempre con molto rispetto, facendoci sentire sempre delle star. A volte mi metteva anche in imbarazzo quando tesseva le mie lodi. Ho un grande ricordo di una grande persona, un grande produttore. Mi auguro che Clemente, suo figlio, prenda in mano la sua eredità in tutti i sensi. Lo ricorderò anche perché David Zard sarà sempre legato ad un periodo meraviglioso della mia vita.

Giò Di Tonno e David Zard
Giò Di Tonno e David Zard