L’8 marzo più che una festa è un’occasione. In questa giornata donne e uomini hanno l’opportunità di ricordare le tante battaglie fatte per ottenere i diritti di cui oggi gode il mondo femminile e le tante sfide che si profilano ancora all’orizzonte. Nel dorato mondo delle celebrity sono tante le star portabandiera del cosiddetto femminismo. Penso, ad esempio, a Emma Watson: il suo discorso in qualità di ambasciatrice di buona volontà dell’Un Women, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della parità di genere, ha fatto storia. “Più ho parlato di femminismo e più mi sono resa conto che troppo spesso battersi per i diritti delle donne era diventato sinonimo di odiare gli uomini. Per la cronaca, il femminismo per definizione è la convinzione che uomini e donne debbano avere pari diritti e opportunità: è la teoria dell’uguaglianza tra i sessi, politica, economica e sociale”.

Emma Watson
Emma Watson, da sempre in prima fila nelle battaglie per i diritti delle donne, al Vanity Fair Oscar Party ha sfoggiato un tatuaggio dedicato a “Time’s Up”. Un bel segno di solidarietà ai valori del movimento. Peccato si sia dimenticata l’apostrofo…

Anche Anne Hathaway è stata scelta come ambasciatrice delle Nazioni Unite. Nonostante sia una delle attrici più sensibili al tema della parità di genere, Anne ha ammesso di aver sofferto, in passato, di una sorta di misoginia inconscia che l’ha portata spesso a fidarsi più dei registi uomini che delle registe. “Quando ricevo il copione di un film diretto da una donna mi capita di concentrarmi subito su ciò che possa esserci di sbagliato, mentre quando vedo che un film è diretto da un uomo mi concentro su ciò che ha di buono. Posso solo riconoscere di aver sbagliato e non voglio più avere pregiudizi del genere”.

Anne Hathaway
Anne Hathaway

Una confessione che ha indirizzato nuovamente i riflettori su un tema molto caro alle donne di Hollywood: le quote rosa del cinema. Stando ai dati di un studio divulgato nel 2017 dal Centro per lo studio delle donne in televisione e nel cinema solo il 7% dei 250 film più importanti del 2016 è stato diretto da registe. Ma per fotografare l’egemonia maschile a Hollywood basta fare solo un passetto indietro e tornare alla recente notte degli Oscar. Tra i candidati alla miglior regia c’era una sola donna, Greta Gerwig, tra quattro uomini. Se anche avesse vinto (il premio è andato a Guillermo Del Toro) sarebbe stata solo la seconda donna in tutta la storia degli Academy Awards a conquistare il prestigioso riconoscimento.

In occasione degli MTV Video Music Awards 2014, Beyoncé si è esibita con uno show che si è concluso con la scritta “Feminist” scritta a caratteri cubitali e illuminata dalle luci su un palco oscurato. In molti però hanno criticato la cantante, accusandola di non essere davvero femminista a causa di alcuni suoi brani come “Bow Down Bitches” (Inchinatevi puxxane). La stessa Beyoncé però ha specificato di non sentirsi femminista ma più che altro una “femminista moderna”

Insomma, ci sono ancora molti passi avanti da fare. Negli ultimi tempi però le “coalizioni” fra donne si sono moltiplicate: segno di solidarietà nel mondo femminile, ma anche sintomo di problemi che costringono a unire le forze. Basti pensare alla Women’s March, manifestazione che il 20 gennaio 2017 portò centinaia di migliaia di donne a marciare per le strade di New York, Washington e Los Angeles in segno di protesta contro il presidente Donald Trump, famoso per gli attacchi sessisti e gli atteggiamenti maschilisti. Il 20 gennaio 2018 la marcia si è ripetuta e alle donne comuni si sono mischiate tante star come Natalie Portman, Scarlett Johansson, Mila Kunis, Eva Longoria, Lupita Nyong’o e Whoopi Goldberg.

Katy Perry
Katy Perry a Washington per la Women’s March del 20 gennaio 2017, in segno di protesta contro gli atteggiamenti maschilisti di Donald Trump. La popstar sorregge un cartello con scritto: “L’inferno non è furioso quanto una donna rinata”
Scarlett Johansson
Anche Scarlett Johansson a Washington per la Women’s March del 20 gennaio 2017

Alla protesta contro Trump si è unito quest’anno anche il sostegno alla campagna #MeToo (Anch’io) contro la violenza e gli abusi sulle donne. Il movimento MeToo è nato sulla scia dello scandalo Weinstein ed è diventato il megafono che dà voce a donne (e uomini) molestati sessualmente.

Il Time ha scelto le “Silence Breakers”, donne che hanno rotto il silenzio e denunciato le molestie sessuali dal caso Weinstein in poi, come la persona dell’anno 2017. Sulla copertina Ashley Judd, Susan Fowler, Adama Iwu, Taylor Swift e Isabel Pascual

Da #MeToo siamo poi arrivati a “Time’s Up” (il tempo è scaduto), l’organizzazione a difesa delle vittime di molestie sessuali fondata l’1 gennaio 2018 da diverse celebrità hollywoodiane. “È finito il tempo del silenzio, è finito il tempo dell’attesa, è finito il tempo di tollerare abusi, discriminazioni e molestie” è stata la frase d’esordio del movimento, che ha voluto dare un segnale importante invitando le star di Hollywood a vestirsi di nero in occasione dei Golden Globes e dei Bafta.

Ai Golden Globe Awards tutte le star (uomini e donne) si sono presentate sul red carpet vestite di nero per sostenere il movimento Time’s Up, nato a partire dallo scandalo Weinstein per combattere contro le molestie sui luoghi di lavoro
Nicole Kidman e il marito Keith Urban
Nicole Kidman e il marito Keith Urban, entrambi vestiti di nero per sostenere “Time’s Up”

Anche a causa dell’eccessiva importanza data agli outfit, molte star hanno inoltre deciso di coalizzarsi al grido di #AskMeMore, una richiesta rivolta al mondo dei giornalisti che troppo spesso alle dive americane è capace solo di domandare “Chi ti ha vestito?”.

Sarah Paulson
L’attrice Sarah Paulson paparazzata con una T-shirt dello stilista Prabal Gurung: “Così è come appare una femminista”

Ma il femminismo non significa solo uguaglianza, difesa dei diritti ed emancipazione. Significa anche libertà. Libertà di essere sensuali, frivole, sexy, provocanti, senza per questo essere giudicate o considerate meno credibili. “Quanti fraintendimenti e quanti pregiudizi intorno al femminismo. Femminismo significa dare alle donne la possibilità di scegliere, non è un ramoscello con il quale frustare altre donne. Femminismo significa libertà, liberazione, uguaglianza. Davvero non capisco cosa le mie tette abbiano a che fare con tutto questo. Sono molto confusa“. Sono state queste le parole di Emma Watson, da molti criticata per aver posato a seno nudo per un servizio fotografico.

Taylor Swift
“Non avevo una definizione precisa del femminismo quando ero più giovane – ha spiegato Taylor Swift in un’intervista – Non avevo avuto modo di vedere che è fondamentale per crescere nel mondo in cui viviamo. Quindi per me il femminismo è probabilmente il movimento più importante che si può abbracciare, perchè è solo un’altra parola per indicare l’uguaglianza”
Meryl Streep
Meryl Streep: “Io sono una femminista ma anche una umanista. Le società in cui le donne hanno spazio in politica, cultura, economia sono più pacifiche e armoniose. Questo è il mondo che dobbiamo creare. Ecco perché penso che l’eguaglianza di genere non è la frase giusta. Basta parlare di equilibrio nel mondo, che è ciò di cui abbiamo davvero bisogno”

Recentemente anche Jennifer Lawrence ha dovuto alzare la voce per rispondere alle tante critiche che le sono piovute addosso in occasione del photocall londinese di Red Sparrow: l’attrice, nonostante il freddo, ha deciso di posare con un sensualissimo (e poco coprente) abito Versace. Apriti cielo. I soliti haters hanno criticato Jennifer per il look poco consono al clima inglese. “Quel vestito di Versace era favoloso, pensate forse che avrei coperto quel meraviglioso abito con un cappotto o una sciarpa? Sono stata fuori per 5 minuti. E sarei rimasta anche in mezzo alla neve per quel vestito perché amo la moda ed è stata una mia scelta. Questo è sessista, è ridicolo, questo non è femminismo. Reagire in modo eccessivo su qualunque cosa uno dica o faccia, fare polemica su cose stupide e innocue come quello che io scelgo di indossare o non indossare, non è andare avanti. È creare sciocche distrazioni dalle questioni reali. Svegliatevi! Tutto quello che indosso lo decido io. E se sto al freddo, anche quella è una mia scelta!”.

Jennifer Lawrence al photocall londinese di Red Sparrow con “l’incriminato” abito Versace

Insomma, nel mondo dello spettacolo le donne hanno iniziato davvero ad unirsi e a far sentire la loro voce, spesso anche in rappresentanza di tutte le donne. Si parla più spesso di uguaglianza, di parità di genere, di libertà, di rispetto dei diritti, di tutela. Ma la verità è che c’è ancora molta strada da fare: ad esempio sul fronte della parità dei compensi. Meryl Streep, in questo senso, è una delle star più attive: ha scritto ai membri del Congresso americano per chiedere di schierarsi a favore della parità tra uomo e donna intesa come stessa paga, stessi diritti e stessa protezione dalle molestie sessuali. Peccato che le abbiano risposto solo in cinque su 535 membri. Come ho detto, la strada è ancora molto lunga